Cataloghi di mostre collettive 2020-2029

Cataloghi di mostre collettive 2020-2029

STEFANO ARIENTI

(non seghiamo l’albero sul quale stiamo appollaiati). Anche in una recentissima dichiarazione Arienti dichiara: “è finalmente l’occasione per prenderci cura del nostro ambiente, migliorare i sistemi di movimento, produzione e consumi portandoci verso un sistema più equo…”. Anche se vive a Milano Arienti è nato ad Asola (Mantova) paese contadino per storia ed è laureato in agraria… Lui ha sempre difeso le ragioni della vita e non quelle dell’Arte per l’Arte. Adesso non gli pare vero di poter dire a piena voce che esistono anche altre ragioni oltre a quelle del successo, dei records, delle aste. Due vitellini, dipinti solo con un pennellino piccolo e un po’ di colore nero, dato a piccoli tocchi come dei pixel dal volto umano. Questi due non sono carne da macello (lo saranno). Si integrano in un paesaggio dettato dalle crepe del muro, dalle muffe, dalle rotture. Brutto anatroccolo vince ancora una volta la gara.

M. Minini, Una Mostra Diversa, in Art Drive-in Generali, catalogo della mostra (Garage Agenzia Generali, Brescia, 21 giugno – 21 luglio 2020), Agenzia Generali di Brescia Castello, 2020, p. 69.

Ci sono poi gli artisti che l’acqua la rappresentano in immagine, la “trascrivono” attraverso segni grafici, o la presentano in quanto tale, come materia fra le altre materie convocate a costituire l’opera. Stefano Arienti lavora da sempre alla rielaborazione di immagini preesistenti e sempre mediate dal mezzo tecnico. Si può trattare di fotografie da lui stesso realizzate ma soprattutto si tratta di reperti prelevati dalla grande iconosfera creata dalla comunicazione sociale e che pervade quasi interamente la nostra esistenza. Quella di Arienti è una reazione, una risposta al potere di fascinazione che queste immagini indubbiamente infondono, e questo avviene attraverso la loro manipolazione che arriva quasi a renderle non più leggibili, comunque a trasformarle anche radicalmente. Per questo l’artista adotta un grande ventaglio di pratiche, ma tutte ricollegabili alla manualità, e ai materiali più impensati. ln mostra vediamo una piccola campionatura dei suoi procedimenti: grandi paesaggi fluviali, ben riconoscibili però sulla carta dei manifesti murali piuttosto resistente e debitamente accartocciata e poi distesa; in un altro lavoro un’altra sua tecnica ormai molto conosciuta: l’artista segue il profilo di un’immagine su un poter bucherellandolo attentamente con uno spillo in modo da esporre il rovescio e ricavare un’altra icona, quasi astratta.

G. Verzotti, Come pesci nell’acqua, in Come pesci nell’acqua, catalogo della mostra (Villa Nigri, Miasino, 5 giugno 2021 – 18 luglio 2021), a cura di G. Verzotti, Asilo Bianco, Edizioni Ameno, 2021, pp. 13-14.