Le Opere
Le Opere
All’inizio degli anni Ottanta, Stefano Arienti si trasferisce a Milano per intraprendere gli studi universitari in agraria, una disciplina costituita da un complesso di scienze (le scienze agrarie), tra cui la zoologia e la botanica, basate sulla selezione e classificazione: due operazioni funzionali a unire in gruppi le piante e gli animali secondo le loro somiglianze, o meglio, secondo il loro supposto grado di parentela e familiarità. Non è dunque un caso che la pratica artistica di Stefano Arienti produca non opere singole, ma cicli tipologici (“famiglie” o “popolazioni”) di opere attraverso una selezione di oggetti, immagini e metodi tecnici per intervenirvi.
Da qui l’inedita classificazione delle sue opere per tipologie operative, svolta da Ilaria Bernardi, e consultabile in questa pagina attraverso la colonna sinistra: le tipologie sono divise in ordine alfabetico e ciascuna di esse include l’anno di inizio, una breve descrizione tecnica e alcune immagini che, per volontà dell’artista, sono perlopiù dettagli di opere esemplificative della tipologia di appartenenza.
Sono inoltre consultabili in questa pagina, attraverso la colonna sinistra, anche due saggi inediti sul disegno e sulla fotografia che dimostrano come entrambe queste modalità operative siano da considerarsi le principali tecniche alla base dell’intero percorso di Stefano Arienti e come entrambe derivino dalla sua formazione scientifica in agraria. «L’idea di selezionare immagini e trovare una soluzione tecnica interessante per inquadrarle è un’abitudine che ho maturato vedendo le immagini pubblicate nei libri illustrati di divulgazione scientifica», rivela l’artista, sottolineando come nelle scienze, ma anche nell’archeologia e nell’architettura, lo studio dell’oggetto preso in analisi sia strettamente legato alla sua rappresentazione fotografica e al contempo grafica.
Se nei volumi scientifici di agraria la fotografia è la base per poi analizzare il soggetto fotografato disegnandolo, così succede nell’intero lavoro di Stefano Arienti: la fotografia fornisce all’artista il repertorio di immagini da indagare, ma non è mai soggetto di indagine in sé, mentre è il disegno la tecnica da sperimentare, inventando di volta in volta differenti modalità per praticarlo su diversi materiali. Di conseguenza è possibile ricostruire il percorso di Stefano Arienti associando opere ai differenti modi di disegnare, mentre è opportuno approfondire il valore documentario e concettuale della fotografia per capirne la rilevanza ontologica, come matrice inconscia dell’operato dell’artista.


