
Scritti 1980-1989
Scritti 1980-1989
Mi sembra che per fare arte si può usare tutto, all’arte serve tutto.
Faccio l’artista senza bisogno di particolari vocazioni.
Se sono artista lo lascio decidere ad altri.
La mia cultura e i miei interessi si sono formati prima di entrare in contatto con l’arte di oggi.
A Milano anche l’arte non può essere che lavoro.
Il tempo assorbito dall’esecuzione dei miei lavori è una parte fondamentale del tempo che dedico all’arte.
Ho sempre apprezzato molto l’arte antica e l’arte extraeuropea.
L’arte interessa solo a chi vuole interessarsene.
Ho trascorso la mia infanzia in campagna, a Milano l’ho studiata fino a laurearmi in agraria.
Faccio l’artista come potrei fare qualsiasi altra cosa che mi soddisfa.
La mia arte non soddisfa innanzitutto il mio piacere personale.
La qualità dell’opera d’arte la decide chi vuole goderne.
Ogni cosa che mi piace la faccio con impegno.
Il mio incontro con l’arte contemporanea è casuale.
L’arte non serve a nulla.
Probabilmente l’arte migliore è la più adatta.
S. Arienti, in Italiana Nuova, catalogo della mostra (Lanciano, 28 maggio – 6 giugno 1988), Comitato Settembre Lancianese, Lanciano, 1988, p. 19.
