Cataloghi di mostre personali 1990-1999

Cataloghi di mostre personali 1990-1999

Quello di Arienti non è un lavoro decostruttivo, piuttosto, proprio per il suo procedere lento, manuale, minimo, è un originale tentativo di costruzione dopo la decostruzione. Per la serietà con la quale cerca di assolvere a questo compito, va oltre la derisoria ironia di un Boetti o l’intellettualismo di un Paolini, lasciando inalterate le ipotesi etiche contenute nell’opera e guidando per mano lo spettatore verso la semplicità di quest’azione piuttosto che verso le possibili ipotesi interpretative di ogni gesto.

L’intervento è il più discreto possibile. Così con le Marilyn, dove è proprio il gesto del togliere (la cancellatura) che mette in evidenza la natura dell’immagine e la differenza di impressioni che una stessa immagine può provocare. Affascinato dall’arte, Arienti rimane comunque profondamente scettico; le possibilità dell’arte lo intrigano senza però riuscire a vincere la diffidenza.

G. Romano, in Bugie tutti i giorni, catalogo della mostra (Galerie Analix, Ginevra, 6 novembre – 17 dicembre 1993), Galerie Analix, Ginevra, 1993, pp. 83-84.